
Ecco la parte 2a della necropoli di Mesu ‘e Montes di Ossi. Ricordiamo: 18 domus ricavate nelle rocce calcaree, di cui 5 appaiono decorate con elementi riproducenti caratteri architettonici (soffitti, pali, architravi, focolari etc.).
In quest’album le tombe dalla 3 alla 9.
-Nella prima foto la tomba 3. Notate subito la “porta-stele”, segno di una riutilizzazione della tomba in età nuragica. L’interno è stato stravolto: residua solo il taglio di base di uno stretto corridoio che immette in un vasto ambiente.
-La tomba 4 è ubicata in un banco roccioso situato ai piedi del costone occidentale e non ci è stato possibile entrarci.
-La tomba 5 è quella della seconda foto: è l’unico esempio di impianto planimetrico a sviluppo laterale dell’intera necropoli: da un piccolissimo atrio si accede a sinistra all’anticella e a un vano più vasto. Quel che risalta subito è una colonna nera al centro del vano, che si restringe al centro e tende ad allargarsi verso il soffitto.
-La tomba 6 è situata 50 metri ad est dalla tomba 3 e presenta l’ingresso ampiamente manomesso, così come l’impianto planimetrico. Nella parete di fondo del vano interno è stata risparmiata una sorta di panchina semicircolare, ove si conservano ancora due protomi affiancate ma difficilmente leggibili.
-Anche la tomba 7 presenta l’impianto planimetrico modificato. Attualmente l’ipogeo si articola in un grande ambiente quadrangolare, evidentemente riadattato abbattendo le pareti e alzando il soffitto.
-Nella tomba 8 manca il soffitto nella parte anteriore sinistra. L’ambiente, rettangolare, è vasto, con soffitto impostato su due piani obliqui.
-La tomba 9, infine, presenta la parete di ingresso crollata. In essa si distingue appena un motivo a doppia spirale sormontato da corniforme semplice. Nel soffitto si documenta la rappresentazione dei travetti. Non si esclude che i due nuclei di cui è composta la tomba siano da riferirsi a due ipogei distinti.
Fonti: P.M. Derudas, La necropoli di Mesu ‘e Montes (Ossi), Carlo Delfino editore, 2004.
Come arrivare:
prendere come riferimento la chiesa campestre di sant’Antonio. Se si viene da sud prendere la prima a sinistra fino a trovare un cartello indicatore con scritto “domus de janas”. Lasciare la macchina e risalire a piedi sino ad un albero secolare. Lasciare l’albero alla propria sinistra e proseguire in salita sino alla necropoli. Le tombe si trovano lungo tutto il costone ed è possibile avvistarle già dal percorso.
Altre informazioni: le domus sono numerate con numeri crescenti da ovest verso est. Alcune riproducono le particolarità strutturali delle abitazioni prenuragiche, arricchite da segni e simboli a carattere sacro legati al rituale funerario. Tra queste si distinguono in particolare le Tombe I, II, V, XIII per le peculiari caratteristiche archittetoniche e decorative. Di particolare interesse sono le Tombe III e XVI che si inquadrano nel tipo “a prospetto architettonico” con l’imponente “porta-stele” scolpita nella roccia e che in questo caso costituiscono un esempio di riutilizzo in età nuragica di ipogei prenuragici.
