
Un protonuraghe, un nuraghe verosimilmente del tipo a tholos, un dolmen, i resti di un villaggio nuragico, un pozzo-cisterna: queste le componenti del complesso nuragico di Carrarzu Iddia, a Bortigali, vicinissimo al famoso nuraghe Orolo.
Il complesso nuragico di Carrarzu Iddia sorge su di un modesto rilievo delimitato da una cinta muraria che racchiude un protonuraghe e un nuraghe che appunto sembra del tipo a tholos: fra i due edifici un piccolo agglomerato di capanne circolari, alcune delle quali ancora ben conservate. A poche decine di metri il dolmen omonimo, e poco più lontano, oltre all’Orolo già menzionato, i nuraghi di Pranu ‘e Ruos e Tittiriolos.
Il protonuraghe è costruito sul margine occidentale dell’altura e ne segue in parte il dislivello.
Dell’abitato è rilevabile, fra la distesa di macerie, il profilo circolare di almeno quattro capanne.
Auna decina di metri a sudest del protonuraghe, ad una quota lievemente superiore, si trova una torre di forma circolare, di cui è
attualmente rilevabile soltanto il profilo di pianta e l’elevato. L’opera muraria, a differenza di quella del protonuraghe, appare costituita da blocchi di grandi dimensioni, appena
sbozzati e disposti a filari non sempre regolari.
Sul piano di svettamento di questa torre si scorgono, fra le macerie, resti di muri e brevi aperture ora inaccessibili.
I due edifici di Carrarzu Iddia, così diversi nella forma e nell’opera muraria, devono considerarsi costruiti in tempi diversi.
I due edifici nuragici e il villaggio sono delimitati, come si è detto, da un antemurale che segue il profilo irregolare dell’altura, talora inglobando nel suo tracciato spuntoni di roccia ed integrando con muratura quelle parti dell’altura non difese dallo strapiombo.
Il dolmen è stato costruito utilizzando
spuntoni di roccia affiorante, levigata nella parte interna, a delimitare il vano funerario su tre lati, mentre 5 lastroni ortostatici, di cui uno soltanto
ancora nella posizione originaria, completavano il perimetro della sepoltura.
Fonte informazioni: Fonte informazioni: A. Moravetti, Ricerche archeologiche nel Marghine-Planargia, parte I, Carlo Delfino Editore, 1998.
Come arrivare: https://goo.gl/maps/om8qFZ5Rsz6baoJFA
È possibile arrivare all’area o passando da Bortigali o da Mulargia.
Altro: Su Wikimapia risultano anche due tombe dei giganti ma non siamo riusciti ad individuarle neanche con il drone.
Foto 2020-2021
