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Parco archeologico di Santa Barbara de Turre, Bauladu

Dalla 131, all’altezza di Bauladu, è facilmente avvistabile la chiesa campestre di santa Vittoria, posta alla sommità di una collina che domina imperiosa il paese. Quel che si vede meno è forse il tesoro inestimabile della collina di fronte: il nuraghe santa Barbara, circondato da un grande villaggio e preceduto da una domus de janas, il tutto circondati da un uliveto centenario e da un panorama che permette di ammirare l’oristanese e volgere lo sguardo fino al mare.

Il nuraghe è un nuraghe complesso, di cui sono attualmente visibili la torre centrale e i resti di altre due torri. Nell’area sottostante la struttura polilobata, è possibile ammirare il villaggio della prima Età del Ferro in cui è attestata una delle più importanti attività metallurgiche della Sardegna centrale. L’area vanta un’occupazione ininterrotta fino al Basso Medioevo.

Il sito non è gestito ma qualche settimana fa (19 ottobre 2020) è iniziata una nuova campagna di scavi archeologici nell’insediamento nuragico, romano e medievale di Santa Barbara de Turre: si tratta della terza annualità consecutiva di indagine concessa dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, una delle poche ad essere avviata in Sardegna nel 2020 a causa dell’epidemia da Covid-19.

La direzione scientifica delle ricerche è affidata a Giuseppe Maisola, del Dipartimento di Storia, Scienze dell’Uomo e della Formazione dell’Università degli Studi di Sassari, con il quale il Comune di Bauladu collabora dal 2013 nell’ambito del progetto “Paesaggi del Montiferru Meridionale e del Campidano di Milis”.

Il sito era già stato oggetto di indagini dal 1986 al 1989. Allora le ricerche vennero affidate all’Università di Los Angeles, con la direzione di Lenore J. Gallin e la collaborazione della Soprintendenza archeologica per le province di Cagliari e Oristano. La campagna di scavi consentì di ottenere importanti dati per quanto riguarda le fasi di età nuragica (in particolare dell’Età del Bronzo finale) dell’insediamento, evidenziando non solo strutture abitative e importanti elementi relativi alla vita quotidiana, ma anche strutture di tipo cerimoniale e spazi comunitari. Consentirono anche di ottenere informazioni di grandissima importanza in relazione all’economia agro-pastorale e alle attività artigianali che caratterizzavano l’insediamento.

Le ricerche del 2018-2020, oltre ai fini puramente scientifici, si pongono l’obiettivo di avviare un’adeguata valorizzazione dell’Area Archeologica di Santa Barbara de Turre. Grazie ad un finanziamento di 80mila euro concesso dalla Regione Autonoma della Sardegna, nel 2021 è intenzione dell’Amministrazione Comunale procedere alla realizzazione di opere di restauro delle strutture e di miglioramento dell’accessibilità del sito tramite la realizzazione di parcheggi, passerelle in legno, punti luce e un’adeguata segnaletica.

Fonte informazioni: Sito Comune di Bauladu

Foto 2020

Come arrivare: l’area è segnalata all’interno del paese e altresì indicata su Google Maps

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