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Tomba dei giganti Su Monte ‘e S’Abe (o Su Monte de S’Ape), Olbia

Tomba dei giganti Su Monte ‘e S’Abe (o Su Monte de S’Ape), la tomba più lunga della Sardegna!

Il primato è legato al corpo tombale, che misura ben 28,30 mt (ed è largo 6 mt).

La sepoltura, costruita in granito, è il prodotto della ristrutturazione di una più antica sepoltura a galleria (o”allée couverte”).

È costituita da un corpo tombale absidato, che racchiude al suo interno una camera funeraria, preceduto dall’emiciclo dell’esedra.

Tra il paramento e le pareti del corridoio si sviluppano due strutture murarie parallele.

La camera funeraria (lungh. m 13,30; largh. m 0,80; alt. m 1,50), accessibile attraverso un breve corridoio, ha pareti costruite con lastroni ortostatici – ciò che resta della sepoltura più antica – sui quali poggiano blocchi di medie dimensioni disposti su filari regolari.

Il pavimento era in origine lastricato; della copertura a piattabanda si conservano oggi dieci lastroni.

L’esedra (corda m 21,50) è delimitata da ortostati alla base dei quali si sviluppa un bancone-sedile conservato soprattutto nell’ala sinistra dell’emiciclo.

Al centro svettava la stele centinata della quale purtroppo resta soltanto una parte del basamento, con resti del portello, non più in posto.

La tomba presenta diverse fasi costruttive e cronologiche: nel Bronzo antico (1800-1600 a.C.) fu realizzata la sepoltura a galleria; nel Bronzo medio (1600-1300 a.C.) la sepoltura fu inglobata in una nuova struttura, la vera e propria tomba di giganti, che fu utilizzata anche nel Bronzo tardo (1300-900 a.C.).

Fonte informazioni: sito Sardegna Cultura

Come arrivare: Da Olbia in direzione dell’aeroporto, all’incrocio con la statale per Nuoro-Cagliari si svolta a d. sulla SS 125 per Monti sino all’incrocio con la SP 24 Loiri Porto San Paolo. Si procede verso il castel Pedreso, superandolo e svoltando nella prima strada a sinistra. Sito non gestito.

Altre informazioni: non è stato possibile fare foto con il drone per la vicinanza con l’aeroporto di Olbia che la rende un’area vietata al volo con il drone.

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