
Teti è nota tra gli appassionati di archeologia per il santuario di Abini, da cui provengono tantissimi bronzetti nuragici, molti dei quali esposti al museo archeologico di Cagliari. Sempre da Abini proviene ad esempio una delle figure più note: il demone-eroe (o demone) con quattro occhi e quattro braccia, la cui riproduzione ingigantita troviamo proprio nella strada principale di Teti, ad accogliere i visitatori (info e foto su Abini:
https://nuragando.altervista.org/santuario-nuragico-di…/).
Di Teti è anche il villaggio S’Urbale, protagonista di questo album, un ampio insediamento che conta una cinquantina di capanne nuragiche.
I vani hanno pianta circolare e sono costruiti per la maggior parte con filari di blocchi di granito locale appena sbozzati (altezza residua m 1/1,50). Spesso inglobano massi di roccia affiorante per dare maggiore stabilità alle strutture.
Una capanna di S’Urbale è fedelmente ricostruita, anche negli arredi, presso il civico museo archeologico di Teti.
L’area fu scavata per la prima volta nel 1931 da Antonio Taramelli; gli scavi sono ripresi, nel 1981, a cura di Maria Ausilia Fadda e hanno portato alla luce tante testimonianze dell’epoca.
Fonte informazioni: sito Sardegna Cultura
Come arrivare: da Teti prendere la strada per Austis-Sorgono. Dopo 2 km troverete il sito sulla destra, su una collina, segnalato da un cartello (vedasi foto). Sito non gestito.
